391 | VOL.3 Toscana 
Voyage through the deep 80s underground in Italy

di Michele Ricci, (facebbok) estratto della pagina: 391 TOSCANA 

Il progetto 391 nacque nel 1983 dal desiderio di due adolescenti inquieti, provenienti da una noiosa città di provincia, Ascoli Piceno, di dare vita e forma ad una serie di compilazioni su nastro, che fotografassero l’underground musicale italiano.
La scelta del nome voleva essere un omaggio all’omonima rivista dadaista newyorkese, redatta dal pittore e poeta Francis Picabia. L’intento era quello di organizzare geograficamente il materiale musicale, scandagliando i gruppi new wave e post-punk regione per regione. Una mappatura dell’Italia musicale più marginale e spigolosa, secondo questo criterio selettivo: rappresentare la scena più radicale del nuovo rock nazionale, cresciuto all’indomani della deflagrazione post-settantasettina, cercando di coglierne l’essenza più autentica.
Nonostante il moltissimo materiale raccolto, proveniente da varie regioni, il progetto 391 s’interruppe nel 1985, dopo l’uscita dei primi due volumi dedicati a Marche e Umbria.
Con la produzione esecutiva della Spittle Records e il coinvolgimento di vecchi e nuovi compagni d’avventura, riprendiamo il filo del discorso ampliandone lo spettro sonoro, nel tentativo di essere il più possibile esaustivi.
A più di trent’anni dalla sua nascita, 391 fa ritorno per portare alla luce piccoli e grandi tesori, in molti casi non ancora emersi, attraverso un nuovo viaggio nel profondo underground italiano.
Pierpaolo De Iulis - Gianlorenzo Giovannozzi

Compilation sul rock wave toscano anni 80 (un'operazione mai fatta prima!). Per realizzare questa raccolta è stato compiuto un piccolo viaggio tra storie musicali un po' dimenticate che animavano ogni angolo del vecchio granducato. Storie di band e di musicisti che trentanni fa contribuirono ad un fermento spropositato. In questa regione, in ogni provincia, erano vivi giri musicali declinati dalle prime esperienze punk/wave o anche avant-prog che segnarono la storia (anche nel loro piccolo) del primo rock alternativo moderno e nazionale. Qui in questo contesto c'era quella che allora veniva definita la capitale della new wave italiana: la Firenze Wave, centro nevralgico nello stivale per la vitalità musicale che le veniva riconosciuta anche a livello internazionale. In questa classificazione (parziale, visto che lo spazio è quello di una compilation!) i curatori credono di aver proposto un prodotto abbastanza rappresentativo (tutte le province toscane hanno almeno un progetto o una band new wave all'interno) e di ottima qualità, con reperti sonori provenienti da produzioni abbastanza rare (soprattutto da demo tape o da qualche disco) e oggi difficilmente reperibili. La Spittle Records ha prodotto il tutto, Paolo Favati (Pankow e molto altro) ne ha curato il mastering audio-tecnico e 37 band (tante sono!) hanno collaborato preziosamente e tutte all'ottima riuscita dell'iniziativa. Tra poco tutto questo verrà reso disponibile in un formato doppio cd con all'interno un bel booklet con le biografie tecniche di tutti i progetti censiti, le foto, un articolo d'analisi sul movimento new wave toscano e un racconto (decisamente simpatico) sui primi protagonisti della Firenze Wave. Seguite questa pagina per scoprire fino infondo tutte le band coinvolte (manca ancora tutto il secondo cd da presentare!) e per seguire le anticipazioni e gli appuntamenti di presentazione ufficiale che di volta in volta verranno comunicati. Per pre-order visitate il sito Goodfellas qui a sinistra e visto che ci sono anche altre due compilation regionali in uscita contemporanea (perchè Spittle sta finanziando un viaggio nell'underground new wave nazionale) visitate anche le loro pagine (vedi i link in sede di commento). Stay Tuned Boys & Girls!

Michele Ricci, (facebbok) estratto della pagina: 391 TOSCANA 

Paolo Favati QUESTE ALCUNE SEGNALAZIONI CHE MI RIGUARDANO

Exit (Grassina di Bagno a Ripoli - Firenze)
Starwind Station -1983- (cd 1 - brano 5)

Gli Exit furono un breve (82-83) ma significativo progetto musicale sorto all’interno di quel fantastico laboratorio sonoro che si originò nei sotterranei della Casa del Popolo di Grassina (Firenze Sud), meglio noto successivamente come Sicurcaiv. In un rapporto osmotico con altre formazioni (con cui condividevano alcuni componenti) gli Exit concepirono un sound particolare (molto post-punk), che sviscerarono con un animo decisamente esistenzialista. L’unico documento sonoro della band (da cui è stato tratto il brano) proviene da una registrazione su cassetta VHS del loro più importante concerto, svolto a Torino nel maggio 1983, all’interno della manifestazione ‘Rock Contro Il Nucleare’. Subito dopo questa partecipazione la band si sciolse.

Formazione:
Eva Bellavia voce ed Enrico Pistolesi chitarra (parte alta della foto) / Paolo Favati basso e Alessandro Gimignani batteria (parte bassa della foto)

di Michele Ricci, (facebbok) estratto della pagina: 391 TOSCANA 

Il prossimo progetto nella scaletta di 391 Toscana (nono posto, cd 1) ci ricorderà che sul finire degli anni 70 c'erano diversi soggetti a sperimentare nell'ambito della primissima new wave fiorentina, oltre a quelli più noti..ci imbatteremo in un sodalizio musicale sorto nel 1978 e che vide protagonista, per diversi anni, Paolo Favati insieme ad un altro valido musicista di Grassina

Vanish Memory (Grassina di Bagno a Ripoli - FI)
I’m Running Too Fast -1986- (Cd 1 - Brano 9)

Il progetto Vanish Memory si origina intorno al 1978, quando Paolo Favati e Simone Bellomo iniziano una collaborazione musicale che li avrebbe portati a ricercare e sperimentare per anni sonorità spontanee, passando dal punk all'elettronica. Nel 1986 mettono a frutto il sodalizio incidendo insieme ed esprimendo le esperienze (anche separate) maturate nel tempo: Paolo a Firenze è nel frattempo diventato apprezzato fonico, arrangiatore, polistrumentista e vocalist; Simone, dopo anche una permanenza londinese di due anni, è invece divenuto abile compositore, chitarrista e cantante. Il brano incluso è stato registrato da Marco Casaglia al Midi studio Antella ed è una rara testimonianza del progetto, terminato ufficialmente nel 1987.
Finita questa collaborazione Simone Bellomo si dedicherà alla gloriosa pagina della band crossover/metal degli Ematoma e Paolo Favati prenderà definitivamente pianta stabile nei Pankow, intrapredendo prestigiosi tour esteri e vendendo svariati dischi.

di Michele Ricci, (facebbok) estratto della pagina: 391 TOSCANA 

 

Paul Ray featuring Ale Gimignani(Grassina di Bagno a Ripoli - FI)
Killer -1982- (Cd 1 - Brano 15)
Killer, il brano composto da Paul Ray in collaborazione con Ale Gimignani, ci riporta agli esordi di due importanti musicisti della primissima new wave fiorentina.
Paul Ray era per tutti Paolo Favati in musica negli anni 80. Un nome d’arte che si impose all’attenzione ufficialmente con l’uscita di un ottimo disco solista prodotto dalla major Polygram nel 1984: 'Doing The Best I Can'. Prima però Paolo aveva già avuto modo di cominciare a farsi conoscere ancora giovanissimo come abile musicista nel campo della musica alternativa a Firenze (ed in particolare nella zona di Firenze Sud). Sin dalla fine dei 70 oltre a sviscerare nella sua Grassina il già incontrato progetto Vanish Memory assieme a Simone Bellomo, si fece apprezzare dapprima come bassista (in varie esperienze di gruppo, come negli Exit) e poi sempre più come sintetista. Una competenza, quella nel campo della musica elettronica, che ha avuto modo di maturare grazie al suo graduale inserimento nel mondo del recording professionale in diversi studios fiorentini, dove ebbe modo di poter iniziare, compatibilmente all’attività di fonico, ad usare tutti i migliori apparecchi elettronici del periodo (i più diversi e fantastici synth, registratori, sequencer, mixer etc..). Fatte le prime esperienze di gruppo già nei primissimi anni 80, con nomi già navigati del panorama musicale gigliato di quel periodo (basti ricordare quella coi Lightshine di Ernesto de Pascale), continua sempre più a mettersi in mostra con il suo piglio avanguardistico nel campo della sperimentazione new wave.
Sempre in questo periodo Paolo affina col batterista Alessandro Gimignani una forte amicizia e una proficua collaborazione nel campo musicale (ancora in essere tuttoggi).
Proprio tra l’82 e l’83 venne concepito da Paul Ray il brano scelto per 391 Toscana e registrato assieme ad Alessandro Gimignani con mezzi di fortuna alla Casa del Popolo di Grassina, nella sala prove adiacente alla caldaia del riscaldamento (fonte di ispirazione e a base di esalazioni di zolfo) sotto quello che poi divenne lo storico Sicurcaiv (un vero e proprio laboratorio di sperimentazione musicale nei primi anni 80).
Svolte le prime collaborazioni i due finiranno poco dopo a contribuire alla stagione più fiorente dei Pankow (con tournée mondiali e 100.000 copie di dischi venduti), una fantastica esperienza avviata con intelligenza da Maurizio Fasolo ed altri già dal 79 (uno dei gruppi più importanti della new wave fiorentina e poi dell’elettro-industrial internazionale).
Ancora negli anni 80 (veso la fine) i due coltiveranno una variegata attitudine musicale, portando ad esempio il Gimignani a sperimentare con la Mystic Band e Paolo a continuare ad esercitare le sue riconosciute doti di sound engineering in vari e noti studios fiorentini (ma anche esteri) e con etichette indipendenti importanti: Antella Midi Studio, Amtal Records, Contempo, Sound City Rec Studios, Abraxas etc..
Dalla fine anni degli anni 80 e più corposamente dai 90 seppur continuando a suonare con successo nei Pankow entrambi si impiegheranno anche in altri progetti musicali collaterali. Il Gimignani si metterà in luce sempre come batterista di altissimo valore fino ad arrivare a suonare con Irene Grandi. Paolo Favati avvierà in questa fase un suo studio di registrazione (lo storico Blue Velvet) e comincerà a diventare un importante produttore indipendente (soprattutto con la Dune Records e poi con la Pippola Music, scopritrice tra gli altri di Brunori Sas, Dimartino e Beatrice Antolini) continuando parimenti a collaborare in produzioni musicali rilevanti e con band/musicisti di grosso calibro (vedi link nel commento).
Prestazioni d’opera e strumenti utilizzati nel brano ‘Killer’:
- Paolo Favati: Vox, Mini Moog, Fender Bass & Guitar, & Knobs
- Alessandro Gimignani: Drum Machine & Over Toms
*bio a cura di 391 Toscana basata su testimonianze di Paolo Favati 

di Michele Ricci, (facebbok) estratto della pagina: 391 TOSCANA 

Michele Ricci: L'intrattenimento musicale è ovviamente offerto da Paul Ray con un brano tratto dal disco con la Polygram del 1984. La traccia inclusa in 391 Toscana invece, pur proveniente da una session immediatamente precedente a quella dei brani che finirono in 'Doing The Best I Can', si contraddistingue per una maggiore sperimentalità (post-punk/minimal synth wave) rispetto al sound più dance un po' imposto in quel lavoro dall'etichetta a Paul Ray. (https://www.youtube.com/watch?v=3b2UuGpy9Mg)

Paolo Favati: Nel 1983 avevo 20 anni, erano già un bel pò che sperimentavo e ri-sperimentavo, nel sottosuolo della casa del popolo, con i miei amici, parnasi, pistolesi, miscali, gimignani, casaglia, bellomo e altre figure che orbitavano nella stanza. Per registrare ricordo che usavo n.2 Piastre (tape) a 2 canali, prima su una e poi in play e in rec su l’altra, i mezzi erano poveri e gli strumenti erano li, chi una tastiera, chi un microfono, etc.. erano a disposizione di tutti e chi passava le giornate nel sottosuolo? io di giornate ne ho passate tante a respirare lo zolfo e anche il gimignani. Il progetto paul ray nasce li, in quel modo pezzi underground nel vero senso della parola, ricerca manipolazione, difetti, fruscii, bassi, chitarre, batterie acustiche, elettroniche qualche sintetizzatore di proprietà di marco dei circosmosi, e cosi che nasce paul ray. A 20 anni non sai cosa significherà finire in mano di altri, pensi che potrai solo imparare e ti stimolano parole come “successo, concerti, fama, dischi, interviste” pensi che diventerai come altri che tu stimi e segui da tempo. Paul Ray Poligram? fa parte del passato, non ho rimpianti, ho solo bellissimi ricordi. E’ vero che le songs, come le hai riscoperte tu caro Michele, hanno un sapore completamente diverso, forse molto più interessanti della produzione finale uscita su vinile. Aspettiamo tutti con ansia di potere mettere nei nostri lettori questa gloriosa compilation “391 Toscana” su doppio CD che vedono alcune delle realtà piu stimolanti di quel periodo. 
Grazie Michele, grazie da tutti noi!

Michele Ricci: Un commento che fa molto piacere e che sostanzialmente si divide in due parti caro Paolo: nella prima ci hai dato un bell'affresco su quei tuoi primi anni d'attività musicale e poi ti sei lanciato in uno sperticato elogio di quest'umile lavoro di classificazione sonora che il curatore di 391 Toscana ha tentato di compiere cercando di proporre il miglior prodotto possibile (con tutte le parzialità del caso, visto che non è un'enciclopledia su tutta la new wave toscana). Ti ringrazio per questo bel commento ma soprattutto per il prezioso contributo professionale che hai dato (anche in termini di consigli) in ispecie nella sistemazione audio-tecnica di grande qualità che hai saputo operare su ogni brano incluso nella compilation! Grazie davvero a te e a tutte le band che si sono dimostrate entusiaste nel partecipare..cercherò di finire di presentarle tutte al meglio!

di Michele Ricci, (facebbok) estratto della pagina: 391 TOSCANA 



Paolo Favati